Il brano inizia con un’apertura di chitarra slide che ricorda il rock blues, accompagnata da un basso a bicorde stile Red Hot e una batteria molto sincopata.

Il sound è essenziale e introduce la voce femminile che ha un vago sapore anni ’70. E’ difficilissimo definire un genere specifico anche perché le sonorità poi si inaspriscono con chitarre distorte e crescendo strumentali fino a concludersi con una gag che rivelerà l’italianità della band.

Potremmo citare la psichedelia commerciale alla Doors con influenze dell’alternative rock anni ’90, ma sicuramente non è nelle intenzioni degli autori ispirarsi per forza a qualcosa o qualcuno.

Il brano non può entrare nell’ottica del commerciale o radiofonica attuale ma mantiene una forma e una durata adatta a un ascolto mainstream, sicuramente una boccata d’aria fresca nel contesto della musica degli ultimi anni.

A cura di Marco Germani.

Link video:

https://www.youtube.com/watch?v=uN94-6b2T0A