Intervista TheVerso per Wezla

1) Ciao, puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, mi chiamo Luca Cicinelli, in arte TheVerso, sono di Roma e sono cantautore.

2) Da cosa nasce il tuo progetto musicale?

Dalle canzoni, dalle melodie. Ovvero dalla necessità e anche dal piacere di raccontare storie ed emozioni attraverso la musica.

3) Come è nata l’idea del nome?

Penso che la mia musica abbia anime diverse e scrivo canzoni sia in italiano che in inglese, quindi volevo un nome che racchiudesse
questa pluralità. Così ho scelto la parola “verso” che in italiano vuol dire cose contrastanti: il verso di un animale è infatti puro istinto mentre il verso di una poesia è intelletto. Il “the” davanti richiama il legame con delle band inglesi a cui sono molto legato e il nome
“TheVerso”, oltre a leggersi in modo simile sia in italiano che in inglese, ricorda anche un pò la parola italiana “diverso”.

4) A chi o a cosa si ispira il tuo sound?

L’ ultimo disco che ho realizzato, “Imperfect Symmetries”, è molto influenzato dal britrock anni ’90. Nel disco si alternano ballad e brani rock, è un lavoro in cui si sentono le influenze di alcuni artisti a cui sono molto affezionato nonché il tentativo di modernizzare alcuni suoni. Sono comunque alla ricerca di nuove contaminazioni per lavori futuri.

5) Se potessi definire la tua arte in una parola, quale sarebbe?

Gioco. Non a caso “play” in inglese vuol dire “gioco” ma anche “suonare”.

6) Qual è il tuo mito musicale?

Se parliamo di fuoriclasse assoluti probabilmente direi i Beatles come gruppo e David Bowie come solista. Ma non posso non citare Noel Gallagher degli Oasis che per me è sempre stato un punto di riferimento come songwriter, così come Lucio Battisti che credo sia il più grande cantautore che abbiamo mai avuto in Italia.

7) Cos’è per te la Musica?

Domanda difficile. Sai quando sei a scuola e suona l’ultima campanella prima dell’estate? La musica per me è una cosa del genere, è qualcosa che rende la vita migliore.

8) Progetti futuri?

Non appena possibile voglio tornare a suonare dal vivo e a fare un nuovo disco. In italiano questa volta, la cosa è già in cantiere

9) Vuoi raccontarci il verso di una tua canzone che ti rappresenta meglio?

Mi viene in mente il verso di una canzone che ho scritto qualche anno fa che si chiama Falò. Il verso dice “Senza certezze, senza manette, mi fido del dubbio, del tuo ridere”. Io penso che credere nel dubbio sia una forma di libertà, credo che (quasi) tutto sia possibile ma che poche cose possano essere davvero certe. Avere troppe certezze credo sia un limite perché vuol dire imporsi dei dogmi e quindi dei limiti.

10) Che messaggio vuoi comunicare o trasmettere attraverso la Musica?

In realtà non lo so bene. I messaggi possono essere molti ma ho sempre fatto canzoni per le canzoni stesse, per quello che significano per me come mezzo espressivo. E le canzoni per me sono soprattutto una ricerca di libertà e piacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.