Ciao, potete presentarvi ai nostri lettori?

Mauro: Ciao e grazie di averci dedicato spazio per raccontarci un po’! I Mountain’s Foot siamo io (chitarra), Matteo (voce e chitarra), Simone (alle pelli) e Fabio (basso). Siamo tutti di Verbania, sul Lago Maggiore. Ci conosciamo da anni ed a fine 2016 abbiamo deciso di formare questa nuovo progetto.

Da cosa nasce il vostro progetto musicale?

Simone: la band è nata da un’idea mia e di Mauro, entrambi reduci dall’esperienza con gli Electric 69. Abbiamo deciso di coinvolgere i nostri amici di lunga data – Matteo e Fabio – al fine di creare un nuovo progetto musicale.

Mauro: In principio volevamo solo risfoderare le chitarre da tempo chiuse nelle loro custodie come vampiri nelle loro bare ma, sin dal primo momento, è subito scattata la scintilla che ci ha portato sino a qui, con questo nostro primo album in mano.

Fabio: dall’inganno… mi hanno telefonato dicendo di volersi trovare ogni tanto per suonare qualche cover dei Free…

Teo: anche io da una telefonata…avevo appena chiuso un progetto acustico di 4 anni con degli amici, quando Mauro mi chiamò per chiedermi se volevo unirmi ad un nuovo progetto con lui e Simone…wow!!!.. Loro erano parte del mio background musicale locale…per un periodo fui pure roadie degli Electric 69… ricordo che alle prime prove ero molto impacciato e insicuro sulle mie capacità.

Come è nata la band e l’idea del nome?

Simone: Il nome è nato quasi per scherzo…Mountain’s Foot è un richiamo quasi letterale alla regione dalla quale proveniamo: il Piemonte.

Fabio: diciamo che il brainstorming per la ricerca del nome ha prodotto un solo risultato e alla fine è rimasto quello… mi piace pensare che fosse scritto da qualche parte che dovessimo avere un riferimento alla natura e ad un suono granitico ed ancorato a terra.

Teo: “Mountain’s Foot” fu subito la prima scelta, ma provammo a cercare anche altre soluzioni…ricordo “Loud Sauna” come alternativa, data la temperatura che si creava in sala prove nel periodo estivo e dalle imprecazioni per i volumi del vicino di casa…

La vostra musica ha diverse influenze, come la definireste in tre parole?

Simone: Potente, Melodica, Colorata

Potete presentare ai nostri lettori il vostro album omonimo appena uscito?

Simone: il disco si compone di 9 tracce che spaziano dal rock’n’roll al southern passando per il blues e l’hard rock. La nostra comune passione per il sound ispirato agli anni settanta, ne è il denominatore comune.

Fabio: direi che non nasce come lavoro organico e pianificato ma è la somma di 3 anni in cui abbiamo approfondito la nostra conoscenza suonando insieme i pezzi che sono nati e cresciuti in questo lasso di tempo.

Quale verso delle vostre canzoni vi rappresenta di più?

Fabio: per me il grido nello stomp… “Warriors keep on dancing”… un’esortazione a non mollare mai.

Teo: concordo con Fabio…

La voce dei vostri brani è graffiata e mescolata ad una tecnica di potenti riff ed assoli di chitarra. A chi vi ispirate?

Mauro: più o meno tutti i chitarristi degli anni 60-70 hanno lasciato un’impronta di stile. Penso a Jimmy Page, Rory Gallagher o Paul Kossoff, per citarne qualcuno. In chiave più moderna mi piace l’approccio imprevedibile che ha Jack White nella stesura dei pezzi.

Teo: io non saprei dire con precisione…sicuramente Duane Allman è la mia matrice negli assoli in tonalità maggiore…ma per il resto penso sia un assembramento di tutto ciò che ho ascoltato negli ultimi 20 anni..

Che consiglio dareste ad una giovane band che vuole approcciarsi al mondo Hard Rock?

Simone: l’unico consiglio che mi sento di dare è: divertirsi…punto. Ciò che dovesse arrivare in più, è tutto di guadagnato.

Teo: appassionatevi a sperimentare…perdete ore ad ascoltare gli altri…e siate umili.

La Musica è un forte mezzo di comunicazione. Voi che messaggio volete trasmettere?

Teo: Sono caratterialmente molto impulsivo e alcune situazioni del mio passato mi hanno reso abbastanza cinico. Non sopporto ingiustizie e mancanza di quei principi morali che renderebbero la società migliore come, ad esempio, il rispetto per Madre Natura.
Il rispetto della natura è un tema che ci vede tutti in prima linea; sono un appassionato camminatore alpino e, vivendo nei pressi della Val Grande (area Wilderness più grande d’Italia❩, ho cercato di raccontare in una canzone la semplice bellezza di ammirare un bosco in tutte le sue stagioni.

Se poteste definire la vostra arte in una parola, quale sarebbe?

Mauro: powersoul.

Qual è il vostro mito musicale?

Simone: John Bonham dei Led Zeppelin.

Mauro: non ho miti ma apprezzo i geni, è scontato ma Hendrix su tutti.

Fabio: se si intende chi mi ha spinto a suonare questo strumento dico Steve ‘Arry Harris

Teo: sicuramente Duane Allman…ma più che altro è una mitologia legata al periodo musicale compreso tra la fine 60 e inizio 70.

Cos’è per voi la Musica?

Simone: per quanto mi riguarda, è passione, svago e divertimento.

Mauro: Una necessità. Puoi provare ad allontanartene per un po’ ma poi torna.

Fabio: una malattia autoimmune: può assopirsi per un pò ma non puoi guarire

Teo: una vibrazione che ricarica energia vitale e che ti separa dalla vita reale….valvola di sfogo…passione.

Quali arti preferite oltre la musica?

Simone: personalmente sono appassionato di Storia contemporanea e storia locale.

Mauro: fotografia e arti figurative in genere.

Teo: l’arte circense…la trampoleria in particolare..arte che ogni tanto pratico con mediocri successi. Anche l’arte vinicola mi appassiona molto…dalla parte del consumatore ovviamente…ciiin!

Progetti futuri?

Simone: sperando che il futuro sia molto vicino, ci si rimetterà al lavoro su nuove tracce, tornando all’attività live per la promozione dell’album.

Mauro: sfruttiamo questa pausa forzata per scrivere nuovo materiale. Purtroppo al momento non possiamo trovarci a suonare insieme per via di questa pandemia, ed è una delle cose che mi manca di più. In un prossimo futuro “normale”, vorremmo recuperare la promozione del disco, che è stata programmata con un… tempismo perfetto (sigh!).

Fabio: uscire di casa…

Teo: …ma come caspita ti escono Fabio…