Søren – Stargazing – recensione

Søren è un collettivo musicale fondato nel 2013 a Roma. Liberamente ispirato alle voci e agli strumenti di Matteo Gagliardi e Flaminia Capitani, impiega musicisti provenienti da tutto il mondo.

Qui parliamo del loro disco dal titolo Stargazing. Quest’ultimo fa del mondo onirico lo sfondo ideale delle sue note. Infatti i Søren praticano un suono elettro-acustico che fonde indie rock e folk rock. Costoro offrono una forma canzone aperta, sospesa, tratteggiata da versi narranti e voci femminili leggiadre e profonde poggianti su incastri di archi, chitarre acustiche, elettronica minimale e melodie che restano irrimediabilmente in testa.

La musica di Søren è sostanziale: non c’è posto per orpelli o chissà per quali effetti speciali. Si va dritti verso l’ascoltatore spesso con traiettorie sonore davvero energiche ed oltremodo ampie. Come non sottolineare la voce eccellente di Flaminia Capitani, il pezzo da novanta di questa band. Le chitarre elaborate con effetti generano afflati sonori memorabili, dei sospiri che sembrano provenire da una dimensione lontana metafisica, afflati sonori ricercati ma allo stesso tempo essenziali.

L’alchemia che produce questa band con la sua musica è magica, è stupefacente. Appena si comincia ad ascoltarli ci si innamora del loro sound, ci si innamora degli inserti vocali di Flaminia Capitani, ci si innamora delle onde sonore austere prodotte dagli archi. Inoltre, come non dirlo, le tracce non sempre sono simili tra loro ed alcune canzoni propongono stimoli interessanti: pensiamo, per esempio, a Everyday Heroes II dove troviamo un kick alquanto ballabile e un refrain quasi orientaleggiante. Poi, nella canzone, le traiettorie sonore di cui accennato sopra che andrebbero benissimo sotto un film…non sfigurerebbero affatto. Altra canzone che ha destato attenzione è quella che chiude l’album ossia Under a Crimson Moon che ci propone una parte iniziale e una finale ed una sorta di vuoto in mezzo, canzone per questo piuttosto enigmatica. Qui il beat sostenuto accompagna archi davvero elettrizzanti.

Non c’è bisogno di aggiungere altro a nostro parere: il dark folk di Søren, o meglio l’art folk di questa band(sembra questo il termine migliore per noi) è incredibilmente interessante ed attraente, è come un fiore oscuro o come una donna molto affascinante. La musica di Søren non è da descrivere: va amata, va ascoltata ed assimilata, va penetrata in ogni sua singola nota. È musica profondamente intellettuale per coloro che con la mente e con la fantasia devono appagare un’insaziabile tensione interiore senza dubbio vulcanica…