Teo Gfo è molto bravo a cucire insieme tematiche frivole facendoci riflettere sul senso della della nostra vita, questo processo è molto simile a quello di un cantautore classico, ma potrebbe rientrare anche nell’indie per la scelta delle sonorità e per gli arrangiamenti, strizza l’occhiolino anche a giovani cantanti come Achille Lauro, Sangiovanni, Irama, Tananai.

Tirando le somme Teo Gfo ha un buon mix di tutto ciò che è considerato musica mainstream “alternativa” , che sembra un controsenso ma in realtà è sempre esistita se pensiamo al primo Jovanotti, 883, Piotta, Caparezza, Cremonini, Fabri Fibra.

L’album scorre mescolando varie sonorità che passano dal folk, al pop rock, alla colonna sonora, senza mai cambiare completamente registro, tutto è pacato e ben equilibrato, con la voce come protagonista assoluta che ogni tanto duetta con qualche chitarra solista molto effettata, sax e organo.

Il brano “Lacrime” sembra quasi una canto popolare intervallato da una bella parte di fisarmonica, sempre presente la chitarra acustica, vera protagonista ritmica in tutte le canzoni, forse perché i brani sono nati chitarra e voce?

L’utilizzo del cantato con forte accento e richiami al dialetto è volutamente marcato, per dare al prodotto una forma più da canzonetta stornellata in linea con la scelta di non volersi collocare nel già sentito. Concludendo posso affermare che Teo Gfo deve essere visto come qualcosa che si muove tra vari generi, ma può piacere a chi cerca un autore schietto e semplice.

A cura di Marco Germani

Link streaming su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=3YWiRF-eOZA&list=PL7xSPDzCSsW3dIBiE9WBgIJM1GD2FXM1N

Per ascoltare i brani separati su Spotify:
https://open.spotify.com/artist/1yIUJ3EHvFa6gxw9UnLT2j