È on line il nuovo album della band savonese Diatomea, che festeggia i dieci anni dalla nascita con la pubblicazione del primo full length omonimo. Registrato presso il Blackwave Studio di Genova, il disco rappresenta una svolta importante nel percorso del gruppo. Tappa obbligata per un progetto che porta nel nome la propria forza dirompente:

«La diatomea è un organismo unicellulare di origine preistorica. Un’alga che, sedimentando, si trasforma in farina fossile utilizzata per la fabbricazione della dinamite. È simbolo della vita e dell’individuo, che è alla base della società, ma è anche metafora di un’energica opposizione allo status quo. Esplorazione dell’interiorità da un lato e critica e contrasto alla contemporaneità dall’altro: sono questi i temi che ispirano le canzoni del nostro album».

Le tredici tracce di DIATOMEA, tutte con testi in italiano, oscillano tra questi due poli tematici e attingono dal grunge, dal crossover e dal metal, con spunti melodici e psichedelici, per creare un melting pot “esplosivo”. Nella costante dialettica tra ritmiche sostenute e sezioni più distese e sognanti, i Diatomea danno voce alla rabbia contro l’immobilismo sociale e i pregiudizi che pervadono la contemporaneità, senza negarsi momenti maggiormente introspettivi.

In questo primo album, il gruppo mette a frutto un percorso di ricerca della propria identità musicale, che ha radici nel rock e nel metal ma non teme di allontanarsi dalla strada maestra seguendo i sentieri dell’ibridazione e della contaminazione di generi. Il tutto in nome del rifiuto di ogni “etichetta” e di ciò che si oppone al cambiamento e alla trasformazione, nella vita come nell’arte.

Diatomea sono:

Christan Zerilli – voce

Fulvio Siri – batteria

Matteo Siri – chitarra

Mattia Miniati – chitarra

Simone Baccino – basso

Contatti e social:

www.diatomea.it

www.facebook.com/diatomeaband

www.instagram.com/diatomeaofficial

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Track by track:

TUTTO OK

Una critica alla passività del soggetto immerso nella società contemporanea, in cui le preoccupazioni quotidiane e le distrazioni prendono il sopravvento sull’impegno, la partecipazione e l’autenticità dei rapporti umani.

QUANTI SOLDI HAI

Sguardo amaro puntato contro l’ideale di successo inteso come mero arricchimento economico, perseguito senza alcuna considerazione per la moralità e l’integrità personale.

COBAIN

Qual è l’eredità lasciata dal leader dei Nirvana, prematuramente scomparso eppure capace di lasciare un marchio indelebile? La risposta potrà essere tentata solo abbandonando ogni stereotipo e lasciando che la musica parli da sé.

EVASIONE

Frenesia, rincorsa vuota di bisogni fittizi, politica corrotta e individualismo. Immersi in un tale scenario il distacco diventa necessità. Evasione intesa come rifugio nell’immaginazione e nella creatività, come espressione personale di contestazione allo status quo o come rifiuto dell’isolamento del singolo in favore di una riscoperta dell’altro e della relazionalità autentica.

ATTESA

Strumentale. La quiete prima della tempesta!

PERIFERIA

Un grido contro l’ipocrisia e la deriva demagogica di certa politica contemporanea, che fa della menzogna, del razzismo e della diffidenza verso l’altro argomenti privilegiati per raccogliere consensi tra la gente comune, (la periferia).

LA FIERA

La Fiera è una favola “noir” ispirata al lato oscuro e misterioso dei caruggi genovesi. La storia si svolge idealmente nel capoluogo ligure, in Vico della Maddalena, dove un intreccio tra amore, vendetta e un bicchiere di troppo finiscono per culminare, inevitabilmente, nel sangue.

REGINA

L’amore non finisce solamente in tragedia, ma può essere complicità e spensierato affiatamento, un tenero abbraccio tra un re e la sua regina.

REPENT

Una citazione warholiana diventa pretesto e metafora del pentimento. Distogliere lo sguardo dal passato e persino rinnegarlo. Ma non per piangere, bensì per rinascere più forti e proiettati verso ulteriori, nuove e inespresse possibilità.

FREGATO

Un momento di paranoia e rassegnazione di chi sa di aver già perso in partenza. Un brutto sogno, un attimo di pessimismo o la triste, dura realtà?

VERTIGINE

A volte il peso dell’esterno è troppo gravoso e finisce per far ripiegare il soggetto su se stesso. È allora che la ragione perde il suo controllo vigile e finisce vittima dell’ansia, di una morsa opprimente che è smarrimento e vertigine.

SUPERTONICO

Lo sguardo rivolto all’interiorità può far emergere lati cupi e debolezze, ma anche la disperazione può trasformarsi in un nuovo inizio. Il brano di chiusura è un monito per ricordarci che, nonostante le crisi più nere, possiamo sempre trovare dentro di noi un’inaspettata forza per risollevarci e riprendere in mano la nostra vita.

DIATOMEA

Outro strumentale