INTERVISTA di WEZLA a PolPastrello

1) Ciao, puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao, sì che posso. Sono PolPastrello ma per gli amici Simone. Sono cantautore e ballerino.

2) Da cosa nasce il tuo progetto musicale?

Inizialmente dalla necessità di sviluppare solo le mie idee per comporre, senza doverle adattare a nessuno. Poi con il tempo ho avuto la conferma che con quello che mi passa per la testa avrei potuto spaccare. Forse non l’ho ancora fatto ma mi piace un sacco quello che sto facendo nascere!

3) Come è nata l’idea del nome?

Domanda concessa. Il mio cognome è Pastrello e durante le scuole elementari e medie è stato storpiato nei modi più creativi e stronzi dai miei compagni di classe. PolPastrello è stata la storpiatura che ho preferito e per me raffigura una sorta di rivincita. Mi da molta forza.

4) A chi o a cosa si ispira il tuo sound?

Dipende dal significato che voglio dare ai brani. Tendenzialmente uso Blues, Rock e Swing ma con un tocco di Techno e a volte Rap. Come artisti ce ne sono un’infinità. I primi che ho ascoltato e che mi hanno ispirato fiducia sono stati i Beatles, che mi hanno introdotto nel mondo della composizione a 12 anni grazie al loro eclettismo.

5) Se potessi definire la tua arte in una parola, quale sarebbe?

Pistillo. È una parola che mi piace molto.

6) Qual è il tuo mito musicale?

Il mio mito è Celentano, ma solo per come si muove.

7) Cos’è per te la Musica?

Ossigeno, acqua, sesso, sguardi.

8) Progetti futuri?

Rilascio un singolo ogni 2 o 3 mesi. Per fare un album serve molto tempo e io lavoro da dipendente. Però giuro che i miei singoli spaccano e valgono un intero album.

9) Vuoi raccontarci il verso di una tua canzone che ti rappresenta meglio?

“Stai parlando con me?”, che tra l’altro è anche titolo di un mio singolo. Niente, mi piace De Niro. E mi piace atteggiarmi come lui.

10) Che messaggio vuoi comunicare o trasmettere attraverso la Musica?

Parlo delle cure dei miei problemi. Sono un social-maniac, sto preparando un singolo per farmi smettere un po’ di usare facebook. Ah, non credo di essere l’unico ad aver bisogno. Anche voi un pochino. Poco.

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